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IL VIA: La prima battuta

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A teatro, la prima battuta non si ricorda mai.
Perchè poi nessuno l’ascolta davvero.

Non l’ascolta chi è dietro le quinte. Ha ben altro a cui pensare: per esempio, come fare a mettere in moto la magia terribilmente complicata che terrà innumerevoli sederi più o meno grossi incollati più o meno ore a più o meno comode poltrone. Tutto ciò, ovviamente, col minor numero possibile di incidenti ed imbarazzi.

D’altro canto, chi è in sala allo scoccare della prima battuta è ancora lì che rimugina: ma avrò messo la vibrazione al telefono?- No!Bada chi c’è!Lo sapevo che non dovevo venire!- Speriamo che gli attori siano decenti, mica come l’altra volta.. – Porc.. al primo intervallo devo già andare in bagno! – ed altrettanto affascinanti pensieri.
Quindi nessuno si occupa di ciò che accade in scena.
Nemmeno gli attori stessi.
Come quando ci si presenta ad uno sconosciuto non si ascolta, puntualmente, il nome che l’ignoto interlocutore ci fornisce (da quanto siamo impegnati a ricordare il nostro) , così quando gli attori si presentano al pubblico non si curano nè di ascoltare gli altri nè di capire se stessi: sperano solo che il “lieto incontro” possa finire in maniera indolore e nel più breve tempo possibile.

Pensando a tutto ciò dietro il sipario di un palcoscenico, mi torna in mente una frase di Pavese che ho sempre amato:
“L’unica gioia al mondo è cominciare. E’ bello vivere perchè vivere è cominciare sempre, ad ogni istante.”
Credo che qualcosa di profondamente vero abiti in queste parole.
Ogni inizio allarga la vita: è rincorsa e progetto.
Si dice che andrebbe preparato, vissuto appieno e ricordato, indipendentemente dall’esito delle nostre commedie.
Eppure, quanto questo accade? Se la fine è clamore, l’inizio è bisbiglio. E noi non ci accorgiamo della grandissima parte dei nostri inizi: di quelli poco previsti come di quelli troppo previsti. Quando ci sentiamo in grado di dire la prima battuta, ci concentriamo ed..ecco: siamo già a metà della rappresentazione! Che magari può fare già a meno di noi. Il momento in cui la nostra prima battuta è stata fondamentale ce lo siamo perso, anche se eravamo noi gli attori e il resto degli eventi è da lì che è nato.
Nonostante i nostri sforzi di controllo, perciò, forse è inevitabile che il più accada senza che noi capiamo, senza che noi sentiamo. Come quando ci si presenta ad uno sconosciuto.
Come la prima battuta in teatro.

E tu come vivi i tuoi inizi?

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Informazioni su ilrigosotto

- Stojil, Stojil, tu che mi avevi giurato di essere immortale! - E' vero, ma non ti ho mai giurato di essere infallibile. (D.Pennac, Signor Malaussene)

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