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CASELLA 2: (Im)previsto

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“La dinamica è il marchio della modernità; essa non è un accidente ma una qualità immanente dell’epoca, e fino a prova contraria costituisce il nostro destino. Il che significa che dobbiamo attenderci sempre qualcosa di nuovo, senza però poterlo prevedere; e che il mutamento è sicuro ma non è sicuro quello che subentrerà.”

Queste le parole del filosofo tedesco Hans Jonas nella sua opera più famosa, Il principio responsabilità (1979).
Che il dinamismo (paradossalmente) sia lo stato in cui si ritrova l’uomo di oggi è innegabile: anche in passato, aggiunge infatti Jonas, l’uomo ha subìto crisi, migrazioni e conquiste, ma prima o dopo tutto è infine tornato a stagnare nuovamente. La grande specificità del nostro tempo è invece che il verificarsi di una novità e l’attesa di una ulteriore, il cambiamento e la sua consapevolezza costituiscano semplicemente e continuamente il tessuto del nostro quotidiano.

L’imprevedibilità nasconde sicuramente potenzialità liberatorie ma rende anche ogni scelta più difficile. E nonostante si moltiplichino oggi i mezzi di previsione alla nostra portata, le nostre decisioni rischiano di divenire paradossalmente più incerte. La pianificazione sempre più costante cui ci sottoponiamo tramite gli interventi tecnologici infatti, ci ricorda il filosofo ebreo, invece di dare risultati sicuri e capaci di vincere il cieco caso non fa che aumentare le insicurezze, perchè la maggiore rapidità dell’agire umano pianificato da un lato contrae il tempo necessario a conseguire i risultati e dall’altro ci priva proprio del tempo di correggere gli errori.

Hans Jonas (1903-1993)

Hans Jonas (1903-1993)

Come al solito, le grandi idee astratte sono tali perchè nascondono grandi verità concrete.
Mi ha sempre colpito quanto le nostre società siano in perenne ricerca di dati e sicurezze (dal tempo-che-farà-alla-fine-del-mondo) proprio perchè immerse in un divenire continuo di prodotti e realtà. Eppure, allo stesso tempo, proprio questa ricerca di sicurezze spesso finisce per generare nuovo caos, mentre l’imprevedibilità, divenuta sistema, rischia essa stessa di cristallizzarsi.

In poche parole: cercare di prevedere l’imprevedibile può alimentarlo, mentre anche l’imprevedibile, divenuto norma, può diventare prevedibile e quindi soffocante.

Che ne pensi?
Se rimpiangi il valore del PROGETTO torna alla casella 3,
altrimenti verso l’IGNOTO alla casella 4.

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Informazioni su ilrigosotto

- Stojil, Stojil, tu che mi avevi giurato di essere immortale! - E' vero, ma non ti ho mai giurato di essere infallibile. (D.Pennac, Signor Malaussene)

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