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CASELLA 3: Il progetto di Sisifo

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Sisifo era un tipo strano.
Era uno di quei mortali sottoposti alle più tremende e creative pene dell’Ade: doveva infatti spingere per l’eternità su di un monte una pietra che, puntualmente, una volta arrivata in cima gli sfuggiva, per rotolare di nuovo in basso.
Perpetuando così uno sforzo al tempo stesso infinitamente stancante e inutile.
Non mi voglio soffermare sulla qualità del gesto, ma sul gesto stesso. Il gesto del suo gettare avanti. Anzi, del suo Pro-gettare.

Che c’entra il gettare avanti di un masso da parte di questo illustre incosciente col nostro pianificare preciso e attento?
Qualcosa che li unisce c’è, credo.
Uno dei fenomeni essenziali dell’Età moderna è la scienza. E l’essenza di quello che oggi si chiama scienza è la ricerca. E la caratteristica fondante della ricerca è quella di aprirsi una regione dove agire: dove poter ricercare, appunto.
Tutto questo dice un filosofo assai noto, M. Heidegger, nel suo saggio L’epoca dell’immagine del mondo (1950). Il progetto è da lui inteso come il modo in cui la conoscenza si rapporta a questo ambito definito della ricerca.

Per passare, al solito, a noi, possiamo dire che l’uomo va quindi a cercare, nelle scienze matematiche (τα μαθηματα = ciò che all’uomo è noto anticipatamente) come nella vita, ciò che già conosce e nel settore preciso dove vuole trovarlo.
Insomma, è più facile trovare quello che si cerca, se si cerca dove ci s’è messo!

E qui, secondo me, ricompare l’anima di Sisifo e il suo monito: la rotolante aspettativa di futuro, il sapere pro-gettante di cui tanto ci vantiamo, rischia, proprio perchè spesso frequenta sentieri già noti, di riportarci a incorrere nei medesimi ostacoli e affanni. E magari, pur drammaticamente consapevoli come quell’ostinato, continuiamo a spingere con fatica i nostri pesi avanti finchè non ce li ritroviamo, di nuovo e per sempre, fra i piedi.

A questo punto, nel rigosotto si impone di nuovo la domanda:
che facciamo?
Ci buttiamo nel CAMBIAMENTO nella casella 5
o preferiamo l’ATTESA alla casella 6?

A voi la scelta!

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Informazioni su ilrigosotto

- Stojil, Stojil, tu che mi avevi giurato di essere immortale! - E' vero, ma non ti ho mai giurato di essere infallibile. (D.Pennac, Signor Malaussene)

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