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CASELLA 5: Un’altra vita

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La cosa peggiore per un prigioniero è mettere dei fiori sul davanzale della propria cella. Perchè quando aprissero quel cancello lui addirittura resterebbe dentro, sarebbe tentato di rimanere nella sua prigione.”affacciati alla finestra

Il cambiamento: tema continuamente frequentato, sezionato, analizzato e teorizzato. Proprio quello che voglio adesso affrontare qui.

Ma proprio perchè non credo nella bontà e nell’utilità delle sole teorizzazioni, ho deciso di farlo attraverso un esempio concreto. Un esempio di persone, un esempio di vite, un esempio -una volta tanto- di buona televisione.

Le parole citate all’inizio di questo breve articoletto provengono infatti dall’intervista di Simone Perotti allo scrittore e regista Silvano Agosti. L’intervista è una delle tante presenti all’interno di un programma televisivo che ho scoperto per caso pochi mesi fa, vagabondando durante notturne veglie nell’intricata foresta di proposte del digitale terrestre.

Il programma, andato in onda su Rai5 dal 25 ottobre per sei puntate, prende in prestito il titolo da una vecchia canzone di Battiato, ma affronta questioni tutt’altro che vecchie.

Il suo titolo è “Un’altra vita” [https://youtu.be/q9gl7nt5u1Y] e il suo conduttore, Simone Perotti appunto, rappresenta un esempio di chi, stanco di svolgere con troppi obblighi e poca gioia una vita non veramente voluta, a 40 anni ha mollato il proprio lavoro di manager a Milano per diventare finalmente ciò che dentro era sempre stato: uno scrittore e un istruttore di vela. Proprio ispirandosi al suo bestseller Adesso basta (2009), edito da Chiarelettere, è nato questo programma, che mette alle strette chiunque abbia sempre detto “vorrei vivere qui”, “vorrei un lavoro diverso”, “vorrei essere felice”, senza davvero impegnarsi a far diventare reali questi sogni, ma nascondendosi dietro il fatto che ormai è troppo tardi o dicendosi che son tutte balle, perché è impossibile ottenere davvero quello che si vuole.

Tanti intorno a noi, forse più di quanti pensiamo, si sentono così. Forse noi per primi.

Finiamo per vivere inconsapevolmente imprigionati, solo perché di scappare non si è mai tentato. Questo programma insegna che per scappare da una vita pesante e inautentica non importa fuggire all’altro capo del mondo nè stravolgere la propria personalità: anzi, si tratta di farla emergere, finalmente, sul serio. Scoprendo che alla fine, forse, basta meno di quanto temevamo.

Basta finirla di crogiolarsi nelle comode lamentele dei tempi, basta impegnarsi a creare ciò che vorremmo trovare attorno, basta smettere di credere essenziali le cose o pensare che dalle cose derivi la nostra realizzazione. Basta, insomma, cercare senza paura ciò che si vuole e volere davvero ciò che ci rende felici.

Perché se vogliamo vivere meglio, per dirla con Battiato e con questo bel programma che vi consiglio, “non servono tranquillanti o terapie, ci vuole..un’altra vita!

E quindi?

Se hai anche tu una PASSIONE e seguirai quella, nella vita, ti aspetta la casella 9,
se per te l’importante è un qualsiasi LAVORO vai alla casella 10.

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Informazioni su ilrigosotto

- Stojil, Stojil, tu che mi avevi giurato di essere immortale! - E' vero, ma non ti ho mai giurato di essere infallibile. (D.Pennac, Signor Malaussene)

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