Feed RSS

CASELLA 11: Chère maman…

Inserito il

Chère maman,
come stai? Io bene.
So che sei preoccupata per me, perché tutto il mondo mi guarda, adesso.
Giro per le strade e mi vedo dappertutto qua a Parigi.
La gente mi ferma per ringraziarmi, sai? Come se avessi salvato anche loro. Nel resto dell’Europa è lo stesso: non fanno che parlare di me. Ma non ti preoccupare, non mi fa più effetto.

So che stai sorridendo, maman: non sono mai riuscito a ingannarti. E’ vero, mi conosci, lo sai quanto invece sono intimidito da tutto quello che mi succede. D’altronde, me l’hai sempre raccontato tu che da piccolo ti facevo stare in pensiero, no? Quando non mi trovavi fra i miei amici, e dovevi recuperarmi sulle sponde del nostro grande fiume Niger. E’ che gli uomini mi piacciono, ma se c’è una cosa che il nostro immenso e silenzioso continente mi ha insegnato, è che la straordinaria bellezza della natura ci supera e ci comprende tutti.
Ormai sono anni che stiamo lontani, maman, e conosci bene le fatiche che io e papà abbiamo affrontato per avere dignità e lavoro in un paese tanto diverso dal Mali. Mi piace la Francia, ma a volte mi manca anche la nostra terra, la tua, col bianco del suo cotone e i colori del tuo boubou che si agita mentre danzi. Mi manca il tuo pollo con la salsa d’arachidi: qui non ne ho mangiato mai uno uguale. E la saggezza degli avi, e i proverbi. Sai, maman, stanotte mi sono sognato quell’indovinello che il nonno mi ripeteva sempre: “un piccolo uomo fa cadere un grande uomo, Lassana. Cos’è?” E io, convinto: “sono l’ascia e l’albero! Perché l’ascia, pur essendo piccola, fa cadere un grande albero!” Lui mi abbracciava perché lo sapevo, ed era sicuro che l’avrei saputo, caro nonno, perché ogni giorno lo pregavo di domandarmelo!
Anche a me hanno detto tante cose belle in questi giorni: che da solo ho salvato tante vite, ho combattuto la violenza del più forte e ho fatto vedere che anche i musulmani sono buoni. Mi hanno detto che sono un eroe, sai? Non lo so se è vero. Tu annuiresti, ma se mi sono comportato così è anche grazie a te e a papà, che mi avete cresciuto abituandomi a essere un buon musulmano, a pregare, ad aiutare chi ha bisogno giorno per giorno e a vedere non le differenze ma le somiglianze fra le persone. Mi hanno chiesto, in una delle tante interviste alla tv, perché io, rischiando la vita, ho nascosto sei ebrei. Tu avresti risposto come me, maman: “non ho nascosto sei ebrei, ma sei persone.”
Mi hanno detto che il mio è stato un grande atto di coraggio, e credo sia vero. Ho avuto tanta paura, là dentro, mi dicevo che 24 anni erano troppo pochi per morire. Ma non ero solo, non ero l’unico in pericolo e conoscevo il posto meglio degli altri. Per questo dovevo aiutarli. Quello che mi fa davvero paura ora, maman, è che quello che ho fatto sembri un’eccezione.
La nostra povera terra africana è un nodo di religioni diverse, e quanto male stanno facendo i fondamentalisti vicino a noi, nell’inascoltata, sofferente, Nigeria! E come è ovvio che questa non sia la mia, la tua, la nostra religione! Io voglio credere, grazie a te, maman, che davvero essere un “santo” per i cristiani, un “giusto” per gli ebrei o un “abdal” presso di noi, sia davvero lo stesso. E sia quello a cui ogni vero religioso deve aspirare. Voglio credere che non si debba più sfruttare una religione, voce della più profonda spiritualità umana, per ammazzare e fare violenza a chi è diverso da noi. Che di fronte a tutto questo Maometto, Abramo e Gesù stilerebbero la stessa, dura, inflessibile, condanna.

Mi manchi, maman. Mi manca il silenzio, e vorrei ricominciare presto a lavorare per passare meno tempo in tv. Ma oggi ti scrivo anche perché ho una bella notizia da darti: dopo nove anni in Francia, oggi divento cittadino francese. Il mio coraggio mi ha fatto accettare. Non piangere, maman, ma sorridi.
E speriamo che per tanti altri come me, in futuro, basti meno per essere accettato.

Ti stringo forte,
con amore.

Tuo figlio.

 

Mi sono immaginata così una lettera che Lassana Bathily, il giovane commesso-eroe dell’Hyper Cacher di Parigi, avrebbe scritto oggi a sua madre, che è ancora in Mali, per annunciarle il conferimento della cittadinanza francese.
Perché la sua storia riguarda tutti noi. E perché venga dato più spazio alla speranza.

E tu cosa fai adesso?
Se, agendo con coraggio, ti prendi le tue RESPONSABILITA’, vai alla casella 18,
se invece pensi che ti sia richiesto troppo, ti attende la RINUNCIA alla casella 19.

Annunci

Informazioni su ilrigosotto

- Stojil, Stojil, tu che mi avevi giurato di essere immortale! - E' vero, ma non ti ho mai giurato di essere infallibile. (D.Pennac, Signor Malaussene)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: